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Come fare per non cadere nei tranelli di questi truffatori?
25/06/2019
Truffe telefoniche ed informatiche: alcuni consigli per difendersi al meglio
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<div class="ExternalClass8FBCD40F212C43888391AE4EE0D6F9C2"><div class="ExternalClassE01ED169F22D4DC28E9A8CDCA7AE510D" style="text-align:justify;"><p>A chi non è capitato di imbattersi in telefonate di numeri sconosciuti e ritrovarsi ad acquistare un nuovo servizio? Oppure essere contattati per partecipare ad un’indagine sulle abitudini di acquisto?</p><p>Non si sa come ma i nostri numeri di cellulare sono sempre più diffusi e destreggiarsi fra le telefonate di telemarketing utili, quelle un po’ più sospette e quelle di vere e proprie truffe è sempre più difficile.</p><p>Non sempre il servizio di telemarketing viene svolto nel rispetto delle regole e normative vigenti e spesso tali telefonate possono diventare fastidiose ed irrispettose della privacy del cliente.  Alcune società abusano di questo strumento ricorrendo spesso a partner commerciali non del tutto qualificati, obbligandoli per sopravvivere ad azioni molto spesso “border line”.</p><p>Proprio nel 2019 sono stati introdotti dei nuovi provvedimenti che permettono di rendere questo tipo di contatto vantaggioso per ambo le parti (aziende e consumatori) e farlo diventare veicolo per l’acquisizione di nuovi clienti nel rispetto delle regole come la normativa GDPR e la Legge 5/2018 contro il “telemarketing selvaggio”. L’effetto combinato di queste nuove disposizioni è quello di avere definito un quadro di tutele a vantaggio di tutti.</p><p>Il vero problema si verifica, invece, quando si viene contattati da un “truffatore” che non si sa come molto spesso è a conoscenza di numerose informazioni riguardo alla nostra persona, i nostri contratti e le nostre abitudini di consumatori. Recita talmente bene la parte che come “pesciolini che sguazzano liberi nel mare” cadiamo nella sua rete.  E così ci ritroviamo a dover pagare contratti mai richiesti, o a fornire dati personali e credenziali bancarie a degli sconosciuti. </p><p>Come fare per non cadere nei tranelli di questi truffatori?</p><p>Innanzitutto, è bene che i consumatori siano al corrente che nessun istituto bancario, né intermediario finanziario, contatta il cliente per comunicare l’esito relativo a disposizioni di bonifici o riguardo a carte bloccate, tanto meno richiedono di fornire codici o di effettuare accessi in maniera non convenzionale. Tutti gli istituti di credito, appena rilevano un problema inerente ad un rapporto attivo, inviano comunicazioni in cui invitano i clienti a recarsi nella propria filiale per poter indagare insieme. Inoltre, è bene evidenziare che a mezzo telefono dati riservati non vengono mai chiesti; codici di sblocco e altre credenziali sono informazioni strettamente personali, che non devono essere rivelate a nessuno.</p><p>Un altro campanello di allarme di cui tener conto è che difficilmente vengono regalati premi di grande valore come smartphone e tv senza nessun apparente motivo e senza un concorso alla base, quindi tutte le mail o sms contenenti tali comunicazioni hanno probabilmente un secondo fine. Nel dubbio è sempre meglio controllare sul sito della banca o dell’istituto se viene promossa tale iniziativa. </p><p>Per permettere di individuare facilmente alcuni dei numeri sospetti esistono delle applicazioni che consentono di smascherare tali numeri e di bloccare le chiamate in entrata attraverso un database alimentato dalle rubriche degli utenti stessi dell’applicazione. </p><p>Oltre alle telefonate un fenomeno molto diffuso è il phising, una tecnica di attacco basata sull’inganno.<br></p><p>Il phising consiste nell’inviare email dal contenuto ingannevole invitando il destinatario a compiere un’azione (esempio cliccare su un collegamento ipertestuale), generando in lui la prospettiva di ottenere un vantaggio o semplicemente di evitare una situazione spiacevole. Gli scopi di questi attacchi sono di ottenere in modo fraudolento informazioni critiche (credenziali bancarie, numero carta di credito), realizzare delle truffe convincendo l’utente a versare delle somme di denaro con pagamenti elettronici o infettare il dispositivo con un malware per sottrarre informazioni critiche.</p><p>Generalmente un messaggio di phishing è una email che arriva alla casella di posta elettronica e che sembra provenire dalla banca o da altre fonti autorevoli. Contiene un avviso riguardo un qualche problema di natura tecnica-amministrativa, come la scadenza dell’account, e invita ad accedere tramite il link sottostante al proprio sito, inserendo le proprie credenziali. L’inserimento di username e password avviene di norma in finestre di popup che simulano in tutto il sito originale, dal logo, ai dati d’identificazione, ai colori. Purtroppo il phishing relativo a finte e-mail provenienti da banche è il tipo di phishing più diffuso. </p><p>Generalmente si viene informati che il proprio conto corrente rischia di essere disattivato o che qualcuno tenta di appropriarsi della nostra identità, o ancora che sono state messe in atto nuove misure di sicurezza.</p><p>Difendersi dal phishing è un’operazione semplice e non è necessario essere esperti informatici. Nel caso di dubbi è sempre meglio non avere fretta di cliccare, di solito i messaggi si rivolgono a un generico “Gentile cliente” senza specificare il nome e il cognome dell’utente.  È molto importante non inviare mai dati personali come coordinate bancarie e password via email o cliccare su link presenti nelle e-mail “sospette” ma accedere sempre al sito originale.</p><p>BCC CreditoConsumo è molto attenta alla sicurezza del cliente e a ridurre il più possibile questi comportamenti illeciti prima di tutto attraverso l’informazione e la professionalità. Infatti non vi richiederà mai via e-mail informazioni personali o inserimento delle vostre credenziali di accesso. Inoltre le chiamate di telemarketing effettuate da call center specializzati vengono svolte in conformità alla normativa nel rispetto del cliente e dei suoi dati personali. <br></p><p>Concludendo, per evitare di essere raggirati e ritrovarsi in situazioni compromettenti è bene quindi stare sempre in allerta e, nel caso di situazioni sospette, rivolgersi sempre alla propria filiale di competenza prima di fornire dati, effettuare bonifici o fornire documenti.<br></p></div></div>
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